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Un'informativa, due versioni: la chiarezza non è una scelta di stile

Lo stesso testo prima e dopo la riscrittura: che cosa cambia sul piano giuridico, oltre che stilistico.

Maria Livia Rizzocirca 5 minuti di lettura

Ultimo aggiornamento:

In breve

Un'informativa GDPR scritta in modo oscuro non è solo un problema di stile: l'art. 12, par. 1 impone un linguaggio semplice e chiaro. Riscrivere un'informativa fa emergere i difetti sostanziali: finalità non determinate (art. 5, par. 1, lett. b) e durata di conservazione non indicata (art. 13, par. 2, lett. a). Nell'esempio, una frase di oltre 80 parole passa da 37 a 100 punti su 100 nell'indice LX Complexity Score, diventando tre blocchi con titolo.

Un'informativa chiara non è una scelta di stile

Nelle informative sul trattamento dei dati circola da anni una prosa che sembra scritta per non essere letta. Ne riportiamo un estratto, scritto a scopo dimostrativo:

Il Titolare del trattamento, in persona del legale rappresentante pro tempore, informa l'interessato che i dati personali dallo stesso conferiti, ovvero altrimenti acquisiti nell'ambito dell'erogazione dei servizi, saranno oggetto di trattamento, anche mediante l'ausilio di strumenti elettronici e/o automatizzati, per le finalità di cui alla presente informativa nonché per ogni ulteriore finalità connessa e/o strumentale, nel rispetto dei principi di cui all'art. 5 del Regolamento (UE) 2016/679, per il tempo strettamente necessario al conseguimento delle stesse e comunque non oltre i termini previsti dalla normativa vigente.

È una frase sola, di oltre ottanta parole. Con il nostro LX Complexity Score, l'indice di comprensibilità che abbiamo sviluppato, ottiene 37 punti su 100: giudizio "critico".

Riscrivere un testo così costringe a decidere cosa si sta dicendo.

Che cosa si scopre riscrivendo

Riscrivere un testo così costringe a decidere cosa si sta dicendo, e fa emergere tre problemi che il linguaggio oscuro nascondeva.

Il linguaggio. L'art. 12, par. 1 del GDPR chiede informazioni "in forma concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile, con un linguaggio semplice e chiaro". Una frase di ottanta parole non lo è.

Le finalità. "Ogni ulteriore finalità connessa e/o strumentale" non è una finalità determinata ed esplicita (art. 5, par. 1, lett. b). Le finalità vanno elencate, ciascuna con la propria base giuridica.

La conservazione. "I termini previsti dalla normativa vigente" non dice nulla all'interessato. Il periodo di conservazione, o i criteri per determinarlo, va indicato (art. 13, par. 2, lett. a).

La versione riscritta

Nella versione "dopo" il testo è diviso in tre blocchi con un titolo ciascuno:

  • Chi usa i tuoi dati. Titolare, indirizzo, contatto per le domande.
  • Per cosa li usiamo. Due finalità. Fornire il servizio richiesto (base giuridica: il contratto). Emettere le fatture e rispettare gli obblighi fiscali (base giuridica: un obbligo di legge). Nessun altro scopo senza informare prima.
  • Per quanto tempo. Per la durata del contratto; i dati delle fatture per 10 anni, come richiede la legge; poi cancellazione.

Il punteggio sale a 100 su 100.

Perché conta anche fuori dal diritto

Sul piano legale la chiarezza è un obbligo (art. 12, par. 1) e un principio del trattamento: la trasparenza (art. 5, par. 1, lett. a) va anche dimostrata (art. 5, par. 2). Chi subisce un danno, materiale o immateriale, ha diritto al risarcimento (art. 82).

Sul piano reputazionale il testo chiaro fa meno rumore e rende di più. Chi capisce come vengono usati i suoi dati è più disposto a condividerli e a restare cliente. Un'informativa leggibile diventa parte dell'esperienza del brand e riduce richieste di chiarimento, contestazioni e ragioni per un reclamo al Garante.

È la stessa logica del legal design: un documento giuridico si giudica da quanto funziona per chi lo deve usare. Potete misurare i vostri testi con LX Complexity Score, gratuito e con elaborazione nel browser, su deeptechlaw.it/lab.

Domande frequenti

Che cosa richiede il GDPR sul linguaggio dell'informativa?

Informazioni "in forma concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile, con un linguaggio semplice e chiaro" (art. 12, par. 1).

Una finalità "connessa e/o strumentale" è valida?

No. Le finalità devono essere determinate ed esplicite (art. 5, par. 1, lett. b) e vanno elencate, ciascuna con la propria base giuridica.

L'informativa deve indicare per quanto tempo si conservano i dati?

Sì: il periodo di conservazione o, se non è possibile, i criteri per determinarlo (art. 13, par. 2, lett. a). Il rinvio generico ai "termini previsti dalla normativa vigente" non basta.

Che cos'è LX Complexity Score?

È l'indice di comprensibilità sviluppato dallo Studio per misurare la complessità di un testo. È gratuito, elabora il testo nel browser ed è disponibile su deeptechlaw.it/lab.

GDPR · TESTO DIMOSTRATIVO

Un'informativa, due versioni

Lo stesso testo prima e dopo la riscrittura, con il punteggio di comprensibilità misurato con LX Complexity Score.

Prima

37 / 100
Critico

LX COMPLEXITY SCORE · INDICE DI COMPRENSIBILITÀ

Il Titolare del trattamento, in persona del legale rappresentante pro tempore, informa l'interessato che i dati personali dallo stesso conferiti, ovvero altrimenti acquisiti nell'ambito dell'erogazione dei servizi, saranno oggetto di trattamento, anche mediante l'ausilio di strumenti elettronici e/o automatizzati, per le finalità di cui alla presente informativa nonché per ogni ulteriore finalità connessa e/o strumentale1, nel rispetto dei principi di cui all'art. 5 del Regolamento (UE) 2016/679, per il tempo strettamente necessario al conseguimento delle stesse e comunque non oltre i termini previsti dalla normativa vigente2.
  • 1Finalità non determinate: «ogni ulteriore finalità connessa e/o strumentale» non è una finalità determinata ed esplicita (art. 5, par. 1, lett. b).
  • 2Durata di conservazione non indicata: il rinvio ai «termini previsti dalla normativa vigente» non dice nulla all'interessato (art. 13, par. 2, lett. a).
  • !Linguaggio: una sola frase di oltre 80 parole, mentre l'art. 12, par. 1 chiede un linguaggio semplice e chiaro.

Dopo

100 / 100
Comprensibile

LX COMPLEXITY SCORE · INDICE DI COMPRENSIBILITÀ

Chi usa i tuoi dati. Esempio S.r.l., via Esempio 1, Milano. Per domande: privacy@esempio.it.
Per cosa li usiamo.
Per fornirti il servizio che hai richiesto.Base giuridica: il contratto con te
Per emettere le fatture e rispettare gli obblighi fiscali.Base giuridica: un obbligo di legge
Non li usiamo per altri scopi senza informarti prima.
Per quanto tempo. Per tutta la durata del contratto. I dati delle fatture per 10 anni, come richiede la legge. Poi li cancelliamo.

TRE BLOCCHI CON UN TITOLO · DUE FINALITÀ, CIASCUNA CON LA SUA BASE GIURIDICA · DURATA INDICATA, IN ANNI

Riscrivere ha fatto emergere un problema giuridico

LINGUAGGIO

CRITICITÀUna sola frase di oltre 80 parole.
REGOLAIl linguaggio non deve essere complesso (art. 12, par. 1).

FINALITÀ

CRITICITÀ«Ogni ulteriore finalità connessa e/o strumentale» non è una finalità determinata ed esplicita.
REGOLALe finalità devono essere elencate, ciascuna con la sua base giuridica (art. 5, par. 1, lett. b).

CONSERVAZIONE

CRITICITÀ«Termini previsti dalla normativa vigente».
REGOLALa durata, o i criteri per determinarla, deve essere indicata (art. 13, par. 2, lett. a).
RED FLAGÈ un estratto: un'informativa completa contiene anche gli altri elementi degli artt. 13 e 14, tra cui diritti dell'interessato, reclamo al Garante e destinatari.

Testo scritto dallo Studio a scopo dimostrativo. I punteggi sono quelli dell'esempio. Potete misurare i vostri testi con LX Complexity Score, gratuito e con elaborazione nel browser, su deeptechlaw.it/lab. Riferimenti: Reg. (UE) 2016/679, artt. 5, 12, 13, 14. Contenuto informativo. Non costituisce parere legale. Contenuti aggiornati al 15 ottobre 2026.

Fonti: Reg. (UE) 2016/679, artt. 5, 12, 13, 14, 82; Linee guida WP29 sulla trasparenza (WP260 rev.01), fatte proprie dall'EDPB; ISO 24495-1 (linguaggio chiaro). Testo scritto dallo Studio a scopo dimostrativo. Contenuto informativo. Non costituisce parere legale.

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